Mezzi di Contrasto

MDC mezzi di contrasto


Che cosa sono?

  Il corpo umano è costituito da differenti organi e strutture che naturalmente o in relazione a condizioni patologiche presentano un contrasto intrinseco legato in particolare alla diversa densità (Rx e TC) o struttura molecolare (RM) dei tessuti. Questo contrasto, evidenziabile mediante esami diretti o basali, può essere artificialmente accentuato diret-tamente o indirettamente con l’utilizzo di alcune sostanze definite per l’appunto “mezzi di contrasto”(mdc).

Quali sono?

Si differenziano in relazione alla tecnica da impiegare (TC, RM, Rx, Ecografia) ed all’organo/struttura che interessa contrastare (vasi, apparato gastroenterico, vie biliari ecc.). La stessa aria atmosferica o comune acqua, se introdotte nel canale intestinale, agiscono come vere e proprie sostanze contrastografiche. Per semplicità e rapidità parleremo brevemente dei mdc introdotti per via endovenosa (si utilizza di solito una vena superficiale del braccio utilizzando come accesso un’agocannula) distinguendoli in

1) mezzi di contrasto iodati per esami TC e 2) mezzi di contrasto pa-ramagnetici per esami RM. I primi, anche definiti mdc uroangiografici, vengono utilizzati non solo in TC ma in alcune indagini radiodiagnostiche (che utilizzano raggi X: angiografie, urografie ecc.).

1) Mezzi di contrasto iodati per TC

Sono una categoria di sostanze formate da molecole anche complesse contenenti atomi di iodio che, introdotte nel sangue, diffondono negli spazi interstiziali e vengono escrete dai reni. Tali sostanze permettono di valutare i vasi ed impregnano le strutture parenchimatose dell’organismo definendone la vascolarità sia a livello di macro che microcir-colo; in tal modo evidenziano le alterazioni d’organo solide o liquide e ne chiariscono vascolarizzazione e natura. In base a queste proprietà risultano fondamentali nel caratterizzare le neoplasie che, dotate generalmente di una svi-luppata architettura vascolare (neoangiogenesi), si distinguono per un abnorme e spesso disomogeneo accumulo del mezzo di contrasto al loro interno. Nell’ultimo decennio la ricerca farmacologia ha profuso notevoli energie al fine di introdurre in radiologia diagnostica e interventistica agenti contrastografici che riducessero o annullassero l’incidenza di reazioni avverse. ù

Quali reazioni avverse?

I mezzi di contrasto iodati sono delle vere e proprie sostanze farmaceutiche, in genere ben tollerate e quasi del tutto sprovviste di effetti collaterali. Per la spiegazione di alcuni di essi sono stati chiamati in causa meccanismi immuno-allergici. Attualmente i vecchi agenti ad alta osmolalità sono stati interamente sostituiti da formulazioni a bassa osmolalità che hanno efficacia diagnostica equiparabile a fronte di una più bassa incidenza di reazioni avverse. Le reazioni orticarioidi, il prurito ed il senso di calore ricorrono più frequentemente e generalmente si risolvono spontaneamente senza trattamento o mediante somministrazione di una singola dose di antistaminici a seconda della gravità. Una attenta valutazione clinico-anamnestica da parte del Medico Radiologo è importante al fine di inquadrare even-tuali fattori di rischio ed in particolare: - predisposizioni allergiche e soprattutto precedenti reazioni avverse al mezzo di contrasto e l’esistenza di storia di allergie - insufficienza d’organo scompensata - insufficienza renale specie se grave - diabete se esiste una insufficienza renale grave. In tal senso vengono richieste a scopo prudenziale alcune indagini di laboratorio prima dell’esame TC con mdc ed in particolare: creatininemia, azotemia e glicemia (meglio recenti, comunque valide anche se eseguite entro i 3 mesi precedenti l’esaminazione TC).

2) Mezzi di contrasto paramagnetici per RM

In RM si utilizzano mezzi di contrasto che contengono gadolinio. Queste sostanze, somministrate per via endoveno-sa si distribuiscono nei vasi e negli organi in maniera simile ai mezzi di contrasto iodati utilizzati in TC. Le molecole di gadolinio alterano temporaneamente le proprietà molecolari all’interno del campo magnetico delle strutture in cui vanno a localizzarsi modificando il segnale e quindi l’immagine RM. Questo allo scopo di visualizzare i vasi e le le-sioni d’organo in particolare accentuando le differenze tessutali e di vascolarizzazione.

Quali reazioni avverse?

I mezzi di contrasto paramagnetici sono tollerati meglio rispetto ai mezzi di contrasto iodati, perché il ridotto volume e il ridotto numero di moli di sostanza iniettati, rende pressoché nulle le reazioni tossiche e, trascurabili, anche le rea-zioni immuno-allergiche.

L’unicità e la sporadicità di reazioni avverse giustifica una relativa “tranquillità” con cui pos-sono essere impiegati. L’incidenza di reazioni anafilattiche gravi è stimata molto bassa (0.01-0.0003%, Murphy, 96 - Neindorf, 91). In letteratura è riportato un solo caso di evento fatale sicuramente in rapporto con la somministrazione di Gadolinio (Jordan, AJR 1995). L’unica avvertenza, come per i mezzi di contrasto iodati, riguarda gli individui con preesistente reazione al mezzo di contrasto paramagnetico.

Recentemente alcune case produttrici sconsigliano l’uso dei mdc a base di gadolinio in pazienti con insufficienza re-nale grave o per quelli in cui è stato effettuato un trapianto di fegato. In tal senso, anche per l’utilizzo dei mezzi di contrasto paramagnetici, saranno richiesti i comuni esami di laboratorio per valutare lo stato di funzionalità renale (creatininemia e azotemia).